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Analisi giuridica del testo dello Statuto del 21.03.09

ANALISI GIURIDICA DEL TESTO LICENZIATO DALLA Segreteria Nazionale FIMP

DEL 21.03.2009

 

 Preliminarmente si ritiene utile fornire una delucidazione sul fatto che i componenti della Segreteria Nazionale si identifichino, salvo il Presidente Nazionale e i due Vice Presidenti, con la qualifica di Segretari Nazionali. La necessità scaturisce dal fatto che la nuova articolazione federalista degli organi prevede che ci sia un solo organo esecutivo con potere deliberante e che, comunque, tutte le responsabilità ricadano, de jure, sul Presidente Nazionale, in quanto legale rappresentante della Federazione. In questo quadro, la procedura giurisprudenziale prevede che la responsabilità degli atti dei singoli componenti l’organo esecutivo, nella quotidianità della loro azione sindacale, sia “diffusa” e divisa. Ciò si ottiene conferendo ad ogni singolo membro di Segreteria Nazionale la funzione di Segretario Nazionale.

Infine, si specifica la differenza tra sistema di voto e modalità di voto. Per quanto riguarda il sistema ci si riferisce alla possibilità di esprimere il voto con il sistema proporzionale oppure con quello maggioritario (nel testo di nuovo Statuto, per quanto attiene la votazione della lista unica del Presidente e della Segreteria nazionale, il sistema di voto viene cambiato: da proporzionale a maggioritario puro). Per quanto riguarda la modalità di voto ci si riferisce al modo in cui si va a votare, cioè i meccanismi attraverso i quali si presentano le liste, come è fatto il seggio elettorale, quali sono gli organo preposti al controllo e alla ricezione delle liste e dei programmi, ecc., e queste modalità restano invece invariate rispetto all’attuale.

Ciò posto si passa all’analisi del testo modificato dalla Segreteria Nazionale.

1. Al comma 2.10 è stato cassato il termine «regionali». Tale termine non può essere cancellato in quanto è presente nel testo vigente di Statuto e ,a Presidenza Nazionale non ha ricevuto mandato congressuale per modificare le parti di Statuto che attengono ai livelli periferici della Federazione, se non per quelle poche parti che impattano con modifiche statutarie degli organi nazionali che altrimenti andrebbero in rotta di collisione giuridica. Inoltre, su segnalazione della Presidenza è stato chiesto il seguente, ulteriore approfondimento in materia.

2. Quesito: «Con l’avvento, in questi ultimi anni della contrattazione decentrata, i segretari regionali sono stati investiti della responsabilità amministrativo-giuridica di sottoscrivere gli Accordi regionali. La domanda, che non trova risposta nell’attuale nostro statuto, è la seguente:

1) a che titolo i segretari regionali possono sottoscrivere un Accordo, essendo la nostra una federazione di province?

2) le segreterie regionali e provinciali devono costituirsi quali figure giuridiche ? ( ovvero aprire P. IVA/CF e presentare annualmente la denuncia dei redditi )

3)ma in tal caso nascerebbero anche delle Federazioni regionali !!

4)oggi, in caso di contenzioso giuridico/amministrativo con la Regione o con le Asl o con altre OO.SS. a che titolo un segretario regionale può avviare un procedimento non disponendo della necessaria figura giuridica ?

5)oggi, in caso di necessità, sarebbe la FIMP Nazionale (in quanto figura giuridica che raccoglie l’iscrizione di tutti i suoi aderenti) a far fronte a questi bisogni legali?»

Risposta. La contrattazione decentrata non ha il potere di investire di responsabilità amministrative o giuridiche le persone fisiche che sottoscrivono, in nome e per conto della FIMP gli accordi decentrati con la controparte. Tale responsabilità, in una Federazione com’è la FIMP, resta in capo a chi detiene il potere di rappresentatività che è, e resta, la Federazione Nazionale che, attraverso la delega fiduciaria che si istaura per diritto naturale tra l’organo nazionale che detiene la firma sociale (
Presidente Nazionale) e le sue articolazioni territoriali con potere di rappresentatività (Segretari Provinciali), delega tale potere a livello territoriale. Successivamente, i detentori di tale potere delegato, a livello territoriale (Segretari Provinciali), per norma statutaria, individuano e designano un Segretario Regionale, cui non delegano il potere di rappresentatività ma solo, attraverso il potere di firmare l’AIR, il potere di rappresentanza di coloro che detengono il potere di rappresentatività. È a questo esclusivo titolo che i segretari regionali possono sottoscrivere gli accordi regionali.

Per quanto riguarda la personalità giuridica delle articolazioni territoriali della FIMP, si deve tener presente che, dal punto di vista del diritto sindacale la FIMP non è una Confederazione ma una Federazione e, di conseguenza non ha al suo interno articolazioni con propria personalità giuridica (per fare un esempio: la CGIL è una Confederazione che raggruppa più sindacati nazionali di categoria, ognuno con propria personalità giuridica; la Federazione Italiana Operai Metalmeccanici [FIOM], invece, raggruppa al suo interno le FIOM regionali, provinciali e comunali, tutte articolazioni afferenti giuridicamente alla FIOM Nazionale e, quindi, senza propria personalità giuridica, né P. IVA, né CF). in ogni caso, comunque possono nascere le Articolazioni Regionali (Segreterie o Federazioni), la differenza è che finché l’Articolazione Regionale è individuata (designata o eletta che sia) dalle province assume la configurazione giuridica di Segreteria Regionale, se poi la Presidenza Nazionale conferisse delega politica di rappresentatività verso i terzi, allora da Segreteria diverrebbe Federazione Regionale. In caso di apertura di contenziosi legali versus le controparti per violazione della Legge 300/70 (Statuto dei lavoratori), la procedura per legge è stabilità dall’Art. 700 cpc e, il soggetto che la legge identifica per aprire tali contenzioni legali è sempre e solamente il livello provinciale, anche quando la diatriba è di livello regionale o nazionale.

1. Al comma 7.1 si è posto il quesito se sia corretto o meno che il bilancio sia validato dal Congresso oppure dal Consiglio Nazionale. Si deve rammentare, in tal senso, che non è nei poteri dell’organo politico la ratifica del bilancio in quanto la legge prevede, in qualsiasi società, associazione o gruppo istituito, che il bilancio sia votato dall’assemblea dei soci e, in questo senso l’organo sovrano è, e resta, il Congresso Nazionale.

2. Al comma 9.1 si è posta la domanda sul modo di votare. Ma tale testo è quello dello Statuto vigente. Quindi si vota come si è votato finora. Esiste solo una novità (ma non nel fatto che gli aventi diritto cambino, sono sempre gli stessi e votano sempre con quota pesata come è attualmente, sulla base del numero degli iscritti ad ogni provincia) che riguarda la lista unica del Presidente Nazionale. Per questa votazione si adotta il maggioritario puro. Cioè, gli aventi diritto votano una lista bloccata, senza contrassegnare preferenze, e chi prende un voto in più conquista tutti i posti. La scelta è obbligata, come è stato per le elezioni Italiane dopo che si è data una articolazione federalista al modello di Stato. Infatti, ora, nel nostro Paese, si vota senza preferenze, con liste bloccate e chi vince prende la maggioranza assoluta in parlamento. Inoltre, va sottolineato che l’Organo esecutivo, con il nuovo statuto, assume gli stessi poteri del Governo e, come si sa, il Governo è composto solo dalla maggioranza, cioè da chi vince le elezioni.

3. Al comma 9.2 è stata modificata la stesura; la nuova dizione è condivisa.

4. Alla lettera a), del comma 11.1, è stato soppresso il termine «approvare». Tale modifica non appare condivisibile, in quanto la relazione del Presidente Nazionale rappresenta, de jure, il Programma politico della FIMP per il quinquennio, senza l’approvazione non si avrebbe traccia di quale politica sindacale ha varato il Congresso per i prossimi anni.

5. Al comma 12.2 è stata tolta la percentuale per il voto. Ciò significa, de jure, abolire il quorum e la cosa è democraticamente improponibile. Significherebbe che una eventuale, sparuta minoranza, potrebbe ribaltare ogni decisione con un numero minimo di presenti. In tal senso, comunque, è stato fornito alla Presidenza, un apposito, specifico, appunto esplicativo di tutti i tipi di votazione a maggioranza possibili per legge (nazionale ed europea).

6. Il combinato disposto dei commi 14.7 e 14.8 farebbero risultare che con tre voti si può avere la maggioranza in una Segreteria di 10 componenti. Infatti, il comma 14.8 prevede che le riunioni di segreteria sono valide con la presenza della metà dei rappresentanti (5) e che la maggioranza si ottiene con i
l voto dei presenti che, nel caso di specie, sarebbe pari a (tre). Questo come spiegato è perché manca il quorum che, invece, serve per legge, proprio per evitare tali incongruenze giuridiche. Per questi motivi si è corretto con una maggioranza semplice del 50% + 1 e le riunioni sono valide se sono presenti almeno 6 componenti.

7. Al comma 17.1 si è modificata la dizione del testo per renderlo giuridicamente corretto.

8. Al comma 17.4 è stata tolta la modalità di elezione che va invece mantenuta. Si deve indicare con quale maggioranza deve essere eletto il coordinatore e in che percentuale di voti si raggiunge il quorum.

9. All’articolo 25, commi 25.1 e 25.2 si è meglio specificata la dizione riferendola genericamente alla controparte e non in specifico alla SISAC che, nel tempo potrebbe anche essere soppressa ovvero cambiare denominazione. Inoltre la delegazione è stata qualificata come «Delegazione Nazionale Trattante», invece che «Delegazione FIMP», per meglio armonizzarla con la denominazione della Commissione Nazionale Trattative di cui all’art. 24.

10. La stesura proposta al comma 39.2 prevederebbe, indirettamente, prima dell’apertura del Congresso Nazionale, la istituzione di un apposito organo presso cui depositare programmi e liste, almeno 30 giorni prima dell’apertura del Congresso. Tale modalità appare impraticabile visto che crea un nuovo organo di controllo non previsto nel mandato Congressuale per la modifica dello Statuto. Un conto è realizzare meccanismi e modalità diverse, anche di elezione, altro conto è creare un organo senza apposito mandato Congressuale.

11. Al comma 39.3 sono stati esplicitati, sia il sistema di voto (maggioritario puro), sia le modalità di voto (che restano invariate rispetto alle attuali).

12. Per quanto riguarda i commi 39.8, 39.9 e 39.10 si è proceduto ad una ripulitura del testo che giuridicamente si renda compatibile con le nuove modalità e il nuovo sistema di voto.

1. Rappresentanza e Rappresentatività

Innanzi tutto si deve chiarire che il mandato Congressuale per la modifica dello Statuto della Fimp prevede che si realizzi, in senso federalista, un organo nazionale di rappresentanza delle Regioni e che, di converso, si mantenga tutto il potere rappresentativo nell’organo nazionale delle Province. In questo quadro, quindi, è utile chiarire alcuni aspetti riconducibili alla differenza e alle interconnessioni esistenti tra rappresentanza e rappresentatività.

In senso generale, nei sistemi democratici moderni la partecipazione della collettività, genericamente intesa, alla gestione del potere, è esercitata attraverso il meccanismo della rappresentanza. Ciò vuol dire che le decisioni sono assunte non da tutti, ma semplicemente da quelle persone che sono designate/elette a questo compito attraverso meccanismi di rappresentatività (voto pesato). In altre parole, la forma di democrazia che si applica è quella della democrazia rappresentativa.

Un fenomeno pressoché analogo si realizza nelle collettività ristrette. I gruppi della stessa categoria professionale per esternare e cercare di imporre i propri interessi specifici, anch’essi, utilizzano il meccanismo della rappresentanza.

Il rappresentante viene designato, attraverso il voto espresso sulla base del numero degli iscritti (potere di rappresentatività), come portavoce del gruppo (potere di rappresentanza) per rappresentare gli interessi comuni. Questa é l’esperienza del sindacato.

In parole povere e per quanto riguarda la Fimp, la rappresentatività è data dalla somma degli iscritti di una provincia che esprimon
o, attraverso il voto, i loro rappresentanti che, dopo essere eletti, esprimono negli organi la rappresentanza degli interessi degli iscritti di quella provincia.

Ciò vuol dire che gli organi con potere di rappresentatività decidono, essendo espressione dei numeri e, quindi, del potere reale; mentre gli organi con potere di rappresentanza consigliano, essendo espressione di interessi trasversali di secondo livello. Es.: il Consiglio Nazionale è l’organo di decisione politica giacché è rappresentativo del numero degli iscritti in ogni provincia, numero che, nell’Organo Nazionale, “pesa” in rapporto al “peso” delle altre province. La Camera delle Regioni, invece, è l’organo di consultazione politica giacché è composto dai Segretari Regionali designati dalle Segreterie provinciali (forma indiretta di secondo livello) in rapporto di rappresentanza di 1 a 1. Questo significa che non è potere dell’organo di rappresentanza delle Regioni deliberare e decidere, né assumere poteri di veto o esprimere ulteriori rappresentanti in altri organi del sindacato. Tutte queste possibilità restano nelle mani dell’Organo Nazionale primario che è il Congresso Nazionale e della sua diretta derivazione che è il Consiglio Nazionale.

E qui, si mette in evidenza un punto di comunanza della rappresentatività con la rappresentanza. In quest’ultima, infatti, il rappresentante abbisogna di un atto di consenso da parte di chi è rappresentativo; cioè, deve essere investito, da parte dei provinciali, di un mandato. Ed il mandato nel nostro caso è stato dato in modo da realizzare un organo nazionale delle Regioni con potere di consultazione e i cui membri non sono eletti al Congresso Nazionale ma sono designati dalle province di una stessa Regione nel momento in cui scelgono il Segretario Regionale che, infatti, anche a livello della sua Regione, esprime solo la rappresentanza attraverso la firma degli accordi regionali. La giurisprudenza, in dottrina, ritiene che, il mandato regionale si collochi solo in una parte del rapporto tra rappresentante regionale e rappresentato provinciale, nella parte ascendente; vale a dire, in quella parte che attiene ai diritti e poteri dei provinciali rappresentati verso i regionali rappresentanti.

Appare naturalmente chiaro, senza che ci sia bisogno di soffermarsi ulteriormente sul punto, che la rappresentatività è assolutamente diversa dalla rappresentanza: nella seconda si trovano elementi che vincolano il designato al ruolo di portavoce della realtà che rappresenta. Il sindacato agisce, invece, in nome proprio e per l’interesse collettivo attraverso i meccanismi della rappresentatività, chi detiene il potere di rappresentatività ha la possibilità di decidere e deliberare e, se sbaglia dovrà risponderne ai suoi elettori. Non è quindi un portavoce ma un vero e proprio Dirigente con poteri assoluti che gli sono stati dal Congresso. Tale potere reale non è mai associato alla rappresentanza se non nel caso del Presidente Nazionale che, rappresentando il sindacato anche in veste di legale rappresentante esprime sia la rappresentatività, sia la rappresentanza a livello di massimo vertice.

 

 

 

 

 

 

 

 

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