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CIRCOLARE SINDACALE GIUGNO 2009

Federazione Italiana Medici Pediatri

Segreteria Regionale Sicilia

Via Catania N° 497 – Palazzo Palano

98124   M E S S I N A

Tel. & Fax 090 695801 –   e-mail: adoporto@tin.it

 

sabato 27 giugno 2009

OGGETTO:   CIRCOLARE SINDACALE”.

 

Care colleghe e cari colleghi,

com’è a tutti voi noto l’ACN è stato definitivamente siglato lo scorso 27 maggio, esso è l’integrazione dell’ACN del 2005 per gli aspetti innovativi introdotti dal biennio economico 2006/2007.

A questo punto si entra nel merito rappresentandovi qui di seguito non solo gli aspetti normativi rilevanti, anche attraverso le tabelle esemplificative i risvolti economici derivanti:

 

Art. 9 – AUMENTI CONTRATTUALI

1. Le Regioni e le Organizzazioni Sindacali, preso atto delle disposizioni finanziarie assunte dal governo in materia, fissano  un aumento, per pediatri di libera scelta a quota capitaria, da erogarsi al lordo di ogni ritenuta o contribuzione e distribuite come indicato nel modo che segue:

 TABELLA A – Arretrati 2006 – 2007

Anno

€/anno per assistito

arretrati 2006

0,47

arretrati 2007

5,38

 

   TABELLA B – Incrementi 2008

Decorrenza

Quota  capitaria

Rif. art. ACN

Dal 1.1.2008

4,48

Art. 58, lett. A, comma 1

Dal 1.1.2008

1,50

Art. 58, lett. A, comma 9

 

  

Arretrati PLS del 2006 2007  corrisposti entro giugno 2009

assistiti

 

600

800

1.000

Anno 2006

€ 0,47/ass

282,00

376,00

470,00

Anno 2007

€ 5,38/ass

3.228,00

4.304,00

5.380,00

Totale

 

3.510,00

4.680,00

5.850,00

 

Quota Capit.

Art.  58

incrementi

Esempio per 600 assistiti

( 0-6aa) 318

Esempio per 800 assistiti

( 0-6aa) 424

Esempio per 1000 assistiti

( 0-6aa) 530

A1

€ 4,48/ass

€ 2.688,00/2 = € 1.344,00

€ 3.584,00/2= € 1.792,00

€ 4.480,00/2 = € 2.240,00

A9 ( 0-6aa)

€ 1,50/ass

€ 477,00/2 = € 238,50

€ 636,00/2= € 318,00

€ 795,00/2 = € 397,50

Totale  primo semestre 2009

 

€ 1.582,50

€ 2.110,00

€ 2.637,50

2-Arretrati 2009 (primo semestre) corrisposti entro giugno 2009

2-Arretrati 2008 ( intero anno ) corrisposti entro ottobre 2009

Quota Capit.

Art.  58

incrementi

600

318

800

424

1.000

530

A1

€ 4,48/ass

€ 2.688,00

€ 3.584,00

€ 4.480,00

A9 ( 0-6aa)

€ 1,50/ass

€ 477,00

€ 636,00

€ 795,00

Totale  intero anno 2008

 

€ 3.165,00

€ 4.220,00

€ 5.275,00

 

Stipendio mensile  a regime da luglio 2009

Quota Capit.

Art. 58

incrementi

Es. 600 assistiti

318

Es. 800 assistiti

424

Es. 1.000 assistiti

530

A1

€ 4,48/ass/anno

€ 2.688,00

€ 3.584,00

€ 4.480,00

A9 ( 0-6aa)

€ 1,50/ass/anno

€ 477,00

€ 636,00

€ 795,00

Competenze

mese

€ 263,75

€ 351,60

€ 439,58

 

Somma di tutti gli arretrati dovuticorrisposti  tra giugno ed ottobre 2009

 

600

800

1.000

Arretrati 2006-2007

€ 3.510,00

€ 4.680,00

€5.850,00

Arretrati 2008  (intero anno )

€ 3.165,00

€4.220,00

€ 5.275,00

Arretrati 2009 (primo semestre)

€ 1.582,00

€ 2.110,00

€ 2.637,00

Totale

€ 8.257,00

€ 11.010,00

€ 13.762,00

 

Art. 13  – Campo di applicazione.

1.                      ……………OMISSIS …………………………

2. Tale rapporto di lavoro, libero-professionale, costituisce vincolo funzionale tra l’ASL ed il singolo medico pediatra e si concretizza con l’organico inserimento dell’attività del medico pediatra di libera scelta nell’apparato organizzativo del distretto socio-sanitario. In particolare, ancorché libero professionista operante nel proprio studio, il medico pediatra di famiglia stabilisce, con l’istaurarsi del rapporto di lavoro con il S.S.N., un vincolo funzionale che risulta dalle norme regolamentari che compongono il corpo normativo del presente ACN. Inoltre, si evidenzia che l’attività regolata dal presente accordo collettivo nazionale non è riconducibile alla mera prestazione d’opera professionale giacchè l’impianto organizzativo prefigura il dover svolgere le proprie mansioni professionali secondo orari predeterminati e direttive impartite a livello aziendale e distrettuale, oltrechè regionale e nazionale, in sintonia alle intese ai vari livelli, utili a svolgere la prestazione professionale in modo coordinato con le prestazioni degli altri medici pediatri di famiglia.

 

(ATTENZIONE TALE ASPETTO NORMATIVO E’ L’ELEMENTO FONDAMENTALE SUL PIANO GIURIDICO CHE CI LEGGITTIMA A NON PAGARE L’IRAP)

 

Art. 13 bis  – Compiti e funzioni del Pediatra di Famiglia.

1.                   ……………… OMISSIS ……………………

2.   Al fine di espletare i suoi compiti e funzioni nel rispetto dei principi sopr
a indicati, il pediatra svolge la propria attività facendo parte integrante di un’aggregazione funzionale territoriale di pediatri di famiglia di cui all’articolo 26 bis e opera all’interno di una specifica unità complessa delle cure primarie, quando attivata come previsto dall’art. 26 ter, che può comprendere la collaborazione anche di altri operatori sanitari e sociali.

3.   Per ciascun paziente in carico, il pediatra raccoglie, aggiorna e trasmette all’azienda sanitaria le informazioni come previsto dall’art. 58 bis del presente accordo.

4.   Ai fini dell’assolvimento dei compiti previsti del DM 4 aprile 2008 e DPCM 26 marzo 2008, per la realizzazione del progetto Tessera Sanitaria e Ricetta Elettronica nonché per l’assolvimento dei compiti relativi al flusso informativo di cui all’art. 58 bis, il medico aderisce ed utilizza i sistemi informativi messi a disposizione dalle regioni secondo modalità e strumenti definiti fra le parti a livello regionale.

5.   Le funzioni ed i compiti previsti dal presente articolo, costituiscono parte integrante dell’ACN e rappresentano condizioni irrinunciabili per l’accesso ed il mantenimento della convenzione con il SSN.

 

ASPEETTO INNOVATIVO IMPORTANTE SU CUI VERTERA’ LA FUTURA TRATTATIVA REGIONALE

 

 Art. 26 bis – Aggregazione Funzionale Territoriale della Pediatria di Famiglia.

1.   Con le aggregazioni funzionali territoriali si realizzano alcune fondamentali condizioni per l’integrazione professionale delle attività dei singoli pediatri per il conseguimento degli obiettivi di assistenza

2.   I pediatri partecipano obbligatoriamente alle aggregazioni funzionali territoriali.

3.   Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente accordo le Regioni, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali firmatarie dello stesso ACN, individuano le aggregazioni funzionali, facendo riferimento alla specificità delle realtà locali.

4.   L’attività dell’aggregazione funzionale è coordinata da un pediatra di famiglia.

5.   Nell’ambito degli accordi regionali vengono definite le modalità di partecipazione dei pediatri alle aggregazioni funzionali sulla base dei criteri di cui al comma 3, nonché la scelta del coordinatore di cui al comma 4.

6.   I pediatri aderiscono all’aggregazione funzionale indicata dalla Regione allo scopo di:

        promuovere l’equità nell’accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari e sociali nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, anche attraverso l’individuazione di percorsi di integrazione tra pediatria di famiglia e continuità assistenziale;

            promuovere la diffusione e l’applicazione delle buone pratiche cliniche sulla base dei principi della “evidence based medicine”, nell’ottica più ampia della “clinical governance”;

            promuovere e diffondere l’appropriatezza clinica e organizzativa nell’uso dei servizi sanitari, anche attraverso procedure sistematiche ed autogestite di “peer review”;

            promuovere modelli di comportamento nelle funzioni di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione ed assistenza orientati a valorizzare la qualità degli interventi e al miglior uso possibile delle risorse, pubbliche e private, quale emerge dall’applicazione congiunta dei principi di efficienza e di efficacia.

7.   L’aggregazione funzionale persegue le finalità di cui al comma 6 attraverso:

        L’individuazione di strumenti, tempi e momenti di verifica per l’avvio dei processi di riorganizzazione;

        La condivisione delle proprie attività con il Distretto di riferimento, per la valutazione dei risultati ottenuti e per la socializzazione dei medesimi;

        La partecipazione a programmi di aggiornamento/formazione e a progetti di ricerca concordati con il Distretto e coerenti con la programmazione regionale e aziendale e con le finalità di cui al comma 6.

 

Art. 29 – Funzioni della pediatria di famiglia.

1. Il ruolo della Pediatria di famiglia nel SSN è orientato:

…………… OMISSIS ……………

d) a sviluppare la qualità dell’assistenza prestata con l’adozione di linee guida condivise e strumenti del governo clinico, nonché attraverso la compilazione di un libretto sanitario pediatrico individuale.

2. Lo sviluppo condiviso di forme associative,    …………… OMISSIS ……………… .

3. I pediatri associati di cui all’art. 52 sono soggetti qualificati a proporre iniziative e progetti assistenziali da sottoporre alla contrattazione, nell’ambito degli Accordi regionali e aziendali.

4. I pediatri singoli ed associati, fermo restando l’individualità del rapporto con l’Azienda, fanno parte di centri di responsabilità territoriale, distrettuali o subdistrettuali, per partecipare al raggiungimento di specifici obiettivi del Distretto.

 

Art. 52 – Forme associative.     

(ARTICOLO  RIMASTO INALTERATO E COLLEGATO AI PRECEDENTI)

1. Il presente articolo disciplina le attività dei pediatri di libera scelta convenzionati nell’ambito delle forme associative, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera e) ed f), del D.L.vo n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni. Al fine di conseguire un più elevato livello delle prestazioni e per facilitare il rapporto tra cittadino e pediatra di libera scelta i pediatri iscritti negli elenchi della pediatria di famiglia possono concordare e realizzare forme di lavoro associativo, secondo le modalità, i principi e le tipologie indicate ai commi successivi e negli Accordi Regionali ed Aziendali.

2. Le forme associative oggetto del presente Accordo sono:

a) la pediatria di gruppo;

b) la pediatria in associazione;

c) la pediatria in rete.

 

 

RAPPORTO DELL’INCONTRO PRESSO L’ASSESSORATO DEL 15 GIUGNO 2009

 

Care colleghe e cari colleghi,

tenendo bene in mente quanto concordato e deliberato unanimemente, nella seduta del consiglio regionale di giovedì 11 giugno, deliberato scaturito da una serie di considerazioni e determinazioni già ampiamente rappresentate all’Assessore e di recente anche al Presidente della Regione, abbiamo affrontato l’incontro di ieri in assessorato. Determinazioni che sono state l’oggetto centrale dei dibattiti, non solo nell’ambito dei consigli reg
ionali che si sono sin qui susseguiti, in particolare, negli ultimi 5 mesi, ma anche dei contenuti di rivendicazione e di confronto con la controparte.

Bisogna rammentare che il 10 ottobre 2008, data del primo confronto con l’Assessore Russo, egli prese coscienza dell’esistenza di un Accordo Regionale della pediatria, siglato il 12 aprile del 2008 e mai pubblicato. Da lì, dopo varie ricerche e vari solleciti, tramite ripetute note con raccomandate inoltrate all’Assessore stesso, grazie anche all’autorevole intervento del sottosegretario Francesca Martini, da noi sollecitato, giungeva la prima risposta ufficiale dell’Assessore, datata 17 dicembre 2008, nella quale legittimava l’esistenza dell’ACR siglato in aprile, asserendo che non poteva essere pubblicato in quanto non era stata prevista, nell’ambito del “piano di rientro”, la relativa copertura economica, concludendo però che nei primi mesi del 2009 avrebbe proceduto alla individuazione delle somme necessarie per la definizione dell’Accordo Integrativo Regionale per la Pediatria. In sintesi ciò rappresentava di fatto il riconoscimento della validità giuridica dell’ACR del 12 aprile 2008, con tutti gli aspetti economici che esso introduceva, soprattutto nell’ambito dell’aumento delle percentuali sia per le associazioni che per il collaboratore di studio.

Gli incontri, in Assessorato, in questi mesi, si sono succeduti e sempre con funzionari diversi, indicati sempre dall’Assessore come sue emanazioni, dalla Dott.ssa Giada Li Calzi, al dott. Mario Zappia, passando per una unica apparizione del Dott. Michele Saladino che, nominato come funzionario di parte pubblica nel nuovo Comitato Regionale di Pediatria, fu immediatamente esautorato ed inviato ad altro incarico, dopo quella prima e ultima riunione ufficiale di Comitato Regionale. Unico funzionario sempre presente in questi incontri, ancorché senza uno specifico incarico, ma certamente con l’autorevolezza che deriva dal suo ruolo di Vice-coordinatore SISAC, è stato il Dott. Simone Cuccia, che ha preso parte, in modo determinante, a tutte le fasi che hanno condotto alla recente sigla del Nuovo ACN. Infatti, puntualmente a conferma di quanto sin qui rappresentato, ci siamo incontrati ieri in assessorato, con un nuovo assetto della controparte, ma questa volta pare definitivo. Erano presenti, oltre il Direttore Generale Dott. Maurizio Guizzardi, recentissimamente nominato a tale incarico, anche il Dott. Pippo Noto, responsabile della programmazione territoriale, la Dott.ssa Antonella De Stefano ed il solito Dott. Simone Cuccia.

Come potete immaginare tutto da rifare, infatti, sin dalle prime battute ci siamo resi conto che il Direttore Generale Dott. Maurizio Guizzardi non aveva alcuna contezza di tutto il vissuto della categoria che si trovava di fronte, non solo sul piano normativo (ACR del 12 aprile 2008 siglato e non pubblicato), ma soprattutto sul piano organizzativo, se è vero com’è vero che su tali principi si fonda l’assetto normativo del nuovo ACN e il conseguente impianto economico. Apprendeva, dalla mia rappresentazione, l’ampia disomogeneità organizzativa (ancorché disorganizzativa) territoriale in Sicilia: con associazioni tra pediatri realizzate e pagate, con associazioni realizzate e non pagate per via dell’effetto delle percentuali limitative, con associazioni pronte a costituirsi confidando nella pubblicazione dell’ACN del 12 aprile. Apprendeva che in atto la pediatria di famiglia siciliana era governata da uno strumento contrattuale risalente ad agosto del 2004, definito sugli indirizzi dell’ACN 272 del 2000 e che quindi, sottolineavo, ci stavamo inoltrando in un confronto che non poteva avere alcun presupposto di base, sia culturale che organizzativo, su cui intraprendere un percorso di contenuto e di programma “per discutere e condividere, alla luce del definendo Accordo Nazionale di Pediatria di libera scelta, le aree strategiche ed i presupposti inerenti la prossima fase di contrattazione decentrata”, inerente in particolare le nuove forme aggregative. La conseguenza di tutto ciò non nasceva dall’indisponibilità della nostra categoria, e a tal proposito ribadivo la nostra apertura politica e progettuale, consegnando un ampio documento di programma concordato nel consiglio regionale di giovedì 11 giugno e che vi allego, ma di fatto dalla mancanza di un adeguato e pertinente strumento normativo che avesse già intrapreso tali percorsi, infatti la Regione Siciliana aveva saltato un importante passaggio di governo clinico del “sistema pediatria del territorio”, ovvero la pubblicazione dell’ACR del 12 aprile 2008 definito sugli indirizzi dell’ACN del 2005.

Fortemente significativa è stata la sottolineatura che il Dott. Pippo Noto, funzionario “esperto” per la programmazione, esperienza maturata in numerose aziende sanitarie del nord, faceva notare al Dott. Guizzardi, ovvero che il loro documento di indirizzo, che ci hanno consegnato, era fortemente sovrapponibile sia nei principi che negli obiettivi al nostro. Si sono resi conto che ciò che mancava era, alla luce della realtà che gli abbiamo rappresentato, uno strumento normativo di collegamento tra il passato e l’attuale su cui fondare un processo di evoluzione organizzativa del sistema territorio.

La discussione è stata in alcuni momenti molto accesa, l’intervento molto duro di Eugenio Taschetta prima e quello irremovibile e determinato di Rolando Genovese dopo, nel rivendicare le conquiste normative ed economiche dell’ACR non pubblicato, hanno dato una rappresentazione genuina del grado di sofferenza di una categoria sin da troppo tempo non considerata e non gratificata, sia sul piano economico e sia sul piano professionale, ma soprattutto il grado di disaffezione e di incredulità nei confronti di una istituzione regionale indisponibile e disinteressata. Significativo l’apporto di Angelo Milazzo con l’esibizione di una consistente prova documentale, ovvero copia dell’ACR del 12 aprile con le firme autografe, copia della Gazzetta Regionale contenente l’ACR del 2004 ed altro.

Il gioco delle parti condotto dalla nostra delegazione è stato di ottimo livello. Importante anche lo scambio dialettico in tema di associazioni e collaboratore di studio tra la Dott.sa De Stefano e Maurizio Costa.

L’altro aspetto con cui ha fatto i conti il Dott. Maurizio Guizzardi è quello di avere constatato l’ingiustificata e poco qualificante durata delle trattative regionali, la cui motivazione da noi sottolineata era di una ostruzionistica volontà di concludere poco, msotto l’aspetto dell’offerta di servizi ai bambini siciliani, ma di esercitare un ricatto di natura politica.

Pertanto, il Dott. Guizzardi ha compreso che per uscire da una situazione di così grave vuoto istituzionale, per intraprendere, dopo, un percorso di programma di riorganizzazione della pediatria del territorio, era necessario colmare questo vuoto sia normativo che economico.

Pertanto abbiamo concordato che invierà richiesta perentoria a tutte le Aziende, di cui ci invierà immediatamente copia, per conoscere lo stato dell’arte circa lo sviluppo delle forme associative, con particolare riferimento a quelle regolarmente costituite e non pagate, ma anche il numero dei pediatri che operano con un collaboratore di studio regolarmente assunto, ma che per effetto delle percentuali limitanti, non accedono al contributo economico, tutto ciò per procedere a sanare tutto il pregresso secondo le modalità concordate nell’ACR del 12 aprile 2008.

Anche per tale aspetto nasceva però un ulteriore momento di forte conflitto, chiarito grazie anche all’intervento di Simone Cuccia. Infatti si faceva notare, al Dott. Guizzardi, che se per sanare il pregresso, ovvero riconoscendo tutte le associazioni costituite e i collaboratori di studio, si impiegherà una cifra pari a circa un milione e mezzo di euro, restavano a nostro credito altri due milioni di euro previsti dall’intero impegno economico complessivo dell’ACR del 12 aprile 2008 (circa tre milioni e mezzo di euro in più dell’ACR del 2004 vigente), risorse alle quali, abbiamo ribadito, di non volere inconciliabilmente rinunciare. Rivendicazione che avremmo portato all’attenzione del Ministro Fazio, attraverso la proclamazione dello stato di agitazione dei pediatri siciliani e la rottura definitiva delle trattative regionali. Tutto ciò comunicato quindi anche alle agenzie di stampa.

A tal proposito il Dott. Simone Cuccia chiariva al Dott. Guizzardi la rigidità in merito della nostra posizione, infatti nell’ACN appena siglato si definisce che alla massa salariale per la pediatria di famiglia, soprattutto per le trattative decentrate, contribuiranno tutti gli aspetti economici pregressi maturati, pertanto qualora non venissero riconosciuti appunto gli incrementi economici previsti dall’ACR non pubblicato, la massa salariale di partenza dei pediatri di famiglia siciliani, ancorché già misera, sarebbe ulteriormente penalizzata.

A questo punto il Dott. Guizzardi e conseguentemente il Dott. Noto, avendo finalmente ben compreso l’entità del problema e la conseguente ed inevitabile necessità di risoluzione, nei termini da noi rappresentati, ci assicurava la piena disponibilità in merito, ben comprendendo che per la FIMP SICILIA, così come da noi ribadito, quello poteva esser l’incontro definitivo e preludio di una frattura insanabile.

Il prossimo incontro operativo definitivo è stato concordato per i primi di luglio, mentre nel frattempo, come già detto, partiranno le richieste conoscitive per le ASL, per definire la reale mappatura territoriale, sia per le associazioni che per il collaboratore di studio, al fine di determinare oltre che il conseguente reale impegno economico, modalità e tempi con cui si procederà a sanare il pregresso.

Per la cronaca la CIPE era assente, anche perché non aveva ancora siglato l’ACN, ma che poi ha apposto mercoledì 17 giugno, portandosi sulle spalle una azione legale intrapresa contro la SISAC per conduzione, a loro dire, scorretta delle trattative, che ha PERSO(!!!!!) a cui a fatto seguito una diffida da parte della stessa SISAC per la divulgazione di parti di ACN non concordate e non condivise.

 

Altri aspetti rappresentati ad Direttore Generale, nel corso dell’incontro e costantemente dibattuti nei consigli regionali, sono quelli relativi alle numerose croniche anomalie, alcune accentuatesi ed aggravatesi negli ultimi mesi, ovvero circa:

  1. il corretto carico assistito, ma anche a proposito delle anomale oscillazioni, anche abbastanza consistenti, del numero degli assistiti da un mese all’altro, senza che vi sia riscontro nel dettaglio del riepilogo delle variazioni mensili inviatoci dalle ASL;
  2. la mancata attribuzione delle quote degli ultraquattordicenni;
  3. le inspiegabili trattenute di quote arretrate, talvolta corpose;
  4. il grave ritardo, divenuto sempre più insopportabile, sulla correntezza della corresponsione degli emolumenti.

 

A tal proposito il Dott. Guizzardi ci comunicava che, con estrema certezza, tutti tali problemi erano ormai in via di definitiva risoluzione, infatti, ci comunicava la recente nomina di un valido funzionario a capo del CED di Palermo, decimato per l’entrata in pensione di alcuni funzionai, ovvero del Dot
t. Favetta Vicedirettore sanitario del Cannizzaro di Catania.

 

Nonostante queste assunzioni di responsabilità e di impegno nella rapida risoluzione di tali problematiche, in seno al consiglio regionale si è concordemente determinato, al fine di rappresentare il forte segnale di disagio della categoria di fronte alla cronica ed esasperante inadeguatezza della controparte, di fronte agli insopportabili disguidi:

a)      dare corso all’invio a valanga degli atti di messa in mora, da presentare ogni inizio mese per la mancata correntezza degli emolumenti, qui di seguito troverete un fac-simile (il primo) allegato da utilizzare come modello.

b)      Riaprire in modo energico la questione degli arretrati 2005/2006 mai definitivamente risolta, infatti risulta ancora che le spettanze siano state liquidate, a la maggior parte di noi, in modo non corretto ed incompleto, in particolare a coloro che godono delle indennità di associazione e/o di collaboratore di studio, qui di seguito troverete un fac-simile (il secondo) allegato da utilizzare come modello, nel quale troverete due voci (prima ed ultima) già barrate perché comuni a tutte, mentre dovrete barrare le voci di pertinenza specifica ad ognuno di voi.

 

A queste azioni dobbiamo fare seguire, a valanga, quelle di rivalsa legale, quindi successivamente ricorrere a forme di lotta sindacale, bene organizzate, ancora più forti, ma affinché ciò consenta di raggiungere risultati concreti è necessario ci sia da parte di tutti coerenza, determinazione e compattezza.

 

Un caro saluto.

La Segreteria Regionale

Le Segreterie Provinciali

 

 

 

………………, lì ……………….

 

 

 

Spett.

AZIENDA U.S.L. n. 5.

Via La Farina N. 263 Palazzo Geraci

98124  MESSINA

 

 

RACCOMANDATA AR

 

 

 

OGGETTO: At
to di diffida e di costituzione in mora per pagamento compensi

         relativi al mese di _____________ 2009..

 

 

Io sottoscritto/a ……………………………………………………….……….,

nato/a a ………………..…………………………………………, il ………………………, residente a ………………………………………, Via ……………………….…………………, COD. FISC. ………………………, Medico Pediatra di libera scelta, iscritto alla F.I.M.P., convenzionato/a con codesta Azienda U.S.L. (C.R. n. …………………), Vi invito a corrispondermi i compensi relativi al mese di ______________ 2009, il cui termine contrattuale di pagamento è scaduto il 30 _______________ 2009 (ACN 15 dicembre 2005 art. 58 lettera F commi 1, 2 e 3).

Vi informo che in caso di Vs. persistente inadempimento, decorsi dieci giorni dal ricevimento della presente, agirò in sede giudiziaria per il pagamento di quanto dovutomi, oltre interessi e rivalutazione.

Distinti saluti

 

 

 

………..……………….

                                                                                                               (TIMBRO E FIRMA)

 

 

 

 

 

 

AL DIRETTORE GENERALE DELL’A.USL …… DI ……………………

Via ………………………………………………

……………………………..

 

 

OGGETTO: Atto di diffida e di costituzione in mora per pagamento compensi dovuti in forza dell’Accordo Collettivo Nazionale del 15.12.2005.

 

Io sottoscritto/a Dott. ……………………………………………………………………………………………,

COD. FISC. …………………………………, Medico Pediatra di libera scelta, iscritto/a alla

F.I.M.P., convenzionato con codesta Azienda U.S.L 5. (C.R. n. ……………………….), chiedo mi vengano corrisposti, correttamente, i compensi previsti dall’
Accordo Collettivo Nazionale del 15.12.2005 e dovuti per le causali e le norme contrattuali, per gli anni 2005 e 2006,
appresso specificatamente barrate:

 


q  Art.58, lett. A, comma n. 7: quota capitaria di ponderazione.

La norma prevede che avreste dovuto corrispondermi per ogni assistito una “quota capitaria di ponderazione” annua per l’ammontare e per i periodi qui di seguito indicati:

  • €. 2,58 dall’1.1.2005 al 31.12.2005;
  • €. 3,08 dall’1.1.2006 in poi.

Non avendo a ciò Voi provveduto, Vi invito ad effettuare il pagamento di dette somme, oltre rivalutazione e interessi maturati e maturandi sino al soddisfo.

 

q  Art.58, lett.B, comma n. 4.

Compenso forfettario annuo per attività svolta in forma di “pediatria di gruppo”.

La norma prevede che per ogni assistito, a partire dall’1.1.2005, avreste dovuto corrispondermi un compenso forfettario annuo di €. 9,00. Considerato che per gli anni 2005 e 2006 detto compenso mi è stato corrisposto nella misura ridotta di €. 3,60, Vi invito a corrispondermi la differenza dovutami per detto biennio, oltre rivalutazione e interessi maturati e maturandi sino al soddisfo.

 

q  Art. 58, lett.B, comma n. 4.

Compenso forfettario annuo per attività svolta in forma di “pediatria in associazione”.

La norma prevede che per ogni assistito, a partire dall’1.1.2005, avreste dovuto corrispondermi un compenso forfettario annuo di €.8,00. Considerato che per gli anni 2005 e 2006 detto compenso mi è stato corrisposto nella misura ridotta di €.3,60, Vi invito a corrispondermi la differenza dovutami per detto biennio, oltre rivalutazione e interessi maturati e maturandi sino al soddisfo.

 

q  Art.58, lett. B, comma n. 5: indennità annua per collaboratore di studio.

La norma prevede che per ogni assistito in carico, con decorrenza 1.1.2005, avreste dovuto corrispondermi una indennità annua di €.10,00. Considerato che per gli anni 2005 e 2006 detta indennità mi è stata corrisposta nella misura ridotta di €.5,16, Vi invito a corrispondermi la differenza dovutami per detto biennio, oltre rivalutazione e interessi maturati e maturandi sino al soddisfo.

 

q  Art.58, lett. B, commi nn. 14 e 15: quota capitaria regionale.

In base a detta norma, avreste dovuto corrispondermi per ogni assistito, mensilmente e in ragione di un dodicesimo, una “quota capitaria regionale” annua per l’ammontare e per i periodi qui di seguito indicati:

§         €. 2,58 dal 31.12.2004 al 30.12.2005;

§      €. 3,08 dal 31.12.2005 in poi.

 

In atto sono stati liquidati da parte di questa Azienda, per le spettanze su indicate derivanti dagli arretrati 2005/2006, con gli emolumenti di giugno 2007, percepiti a fine Agosto, è stato corrisposto un anticipo pari a 6 € x assistito in carico per singolo Pediatra, alla voce n. 459 “vaccinazioni”, ovvero €. ………………………… lorde ed una seconda parte, con un cedolino aggiuntivo febbraio 2008 alla voce n. 720 “acconto quota capitaria 12/2006”, pari €. ………………………… lorde.

Vedi schema riassuntivo:

 

TOTALE ARRETRATI IN ATTO PERCEPITI

Lordo corrisposto

€ ……………

Ritenuta  IRPEF 20% sul lordo

€ ……………

Ritenuta ENPAM 5,625 sul lordo

€ ……………

Netto Corrisposto

€ ……………

 

 

TOTALE ARRETRATI REALI DA PERCEPIRE

Totale lordo reale da percepire

€ ……………

Ritenuta  IRPEF 20% sul lordo

€ ……………

Ritenuta ENPAM 5,625 sul lordo

€ ……………

Totale netto reale da percepire

€ ……………

 

 

 DIFFERENZA DELLE SPETTANZE DEGLI ARRETRATI

ANCORA DA CORRISPONDERE

Totale lordo ancora da percepire

€ ……………

Ritenuta IRPEF

€ ……………

Ritenuta ENPAM

€ ……………

Totale netto ancora da percepire

€ ……………

 

Si confida, finalmente, che tale problematica possa definitivamente risolversi, con la liquidazione delle spettanze, al fine di evitare spiacevoli ed inevitabili contenziosi legali, ai quali se costretto ricorrerò per la più ampia tutela dei miei diritti.

La presente, da valere anche quale formale atto di diffida e di costituzione in mora, viene inviata anche ai fini interruttivi della prescrizione.

Distinti saluti.

 

…………………………………, lì …………………

 

 

 

………..……………….

                                                                                                                                (TIMBRO E FIRMA)

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