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Disposizioni su mediazioni e controversie in ambito sanitario.

DISPOSIZIONI IN MATERIA 

DI MEDIAZIONE DI CONTROVERSIE

IN AMBITO SANITARIO

COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE

 Cari colleghi,  

il 20 marzo 2010 sono entrate in vigore le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, ivi comprese le mediazioni in ambito sanitario. Si conclude così l’iter legislativo del decreto sulla mediazione e conciliazione iniziato con la legge n. 69/2009 nelle specifiche del dispositivo di cui all’articolo 60 in materia di processo civile, che riforma la disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione, con obiettivi di deflazione dei processi e diffusione della cultura del ricorso a soluzioni alternative.

 

 In merito all’avvio di una procedura di mediazione, dunque, dal 20 marzo 2010 sono entrate in vigore le seguenti principali disposizioni generali:

Avvio di una domanda di mediazione. Una parte può in ogni momento depositare una domanda di mediazione presso un organismo accreditato per la conciliazione di una controversia civile e commerciale, anche a causa pendente. Dalla mancata partecipazione alla mediazione senza giustificato motivo della controparte, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116 del cpc.

Invito del giudice alle parti. Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti può invitare le stesse a rivolgersi ad un organismo di mediazione.

Obbligo di informazione per l’avvocato. All’atto del conferimento dell’incarico, e non più durante il primo incontro,  l’avvocato è tenuto ad informare per iscritto l’assistito della possibilità di avvalersi della procedura di mediazione. In caso di violazione il contratto è annullabile.

Le disposizioni introdotte dal decreto al fine dichiarato di rafforzare la mediazione come strumento necessario per la diminuzione del carico di controversie gravanti sul sistema giustizia in Italia, “tradiscono” di fatto il crescente riconoscimento del valore aggiunto che l’istituto della mediazione sta ottenendo sia negli ambienti giuridici che tra gli operatori del mercato. E’ indubbio infatti che la mediazione così come riformata dal decreto finisce per coinvolgere tutti i più importanti aspetti della vita quotidiana interessando le materie più diverse. A riguardo occorre sottolineare come dopo solo dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto, il tentativo di mediazione presso gli organismi accreditati costituisce infatti condizione di procedibilità nelle controversie in materia di condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo idoneo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Ma c’è di più. Le conseguenze in sede giudiziale per la mancata partecipazione al procedimento di mediazione, l’eventuale proposta del mediatore in caso di insuccesso e l’impatto di quest’ultima sulle spese processuali, nonché il valore attribuito dalla normativa al verbale d’accordo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione all’ipoteca giudiziale, sono tutte novità rivoluzionarie per l’istituto della mediazione.

Un ruolo di primordine è altresì assegnato agli organismi di media
zione e, di conseguenza ai mediatori. Si prescrive infatti che le procedure di mediazione possano essere gestite solo dagli organismi pubblici e privati iscritti ad un apposito Registro presso il Ministero della Giustizia e che i mediatori, iscritti alla liste degli organismi accreditati al registro, abbiano frequentato e superato un apposito percorso formativo erogato da enti di formazione accreditati dal Ministero della Giustizia.  A ben vedere appare inconfutabile lo sforzo del legislatore delegato nell’offrire tutti i mezzi necessari per rafforzare la giustizia alternativa e rendere accessibile a tutti uno strumento rapido, economico ed efficace come la mediazione. Tocca ora agli operatori iniziare a fare un buon uso di questo strumento il cui utilizzo risulta ormai indispensabile.

In questo quadro segnalo che dal 20 marzo 2011 sarà obbligatorio tentare la conciliazione per risolvere il contenzioso medico-paziente senza andare in tribunale.

La cosa è di portata storica. Infatti, com’è noto, le richieste di risarcimento di danni per casi, veri o presunti, di malpractice sanitaria hanno avuto negli ultimi anni un costante e progressivo aumento. Tanto che le stime parlano di circa 15 mila controversie medico-legali l’anno, pendenti nei nostri tribunali. Un numero destinato a crescere se si considera che, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ania, il numero di sinistri denunciati in ambito professionale medico (Aziende sanitarie e singoli professionisti) è cresciuto del 200 per cento dal 1994 al 2007. Ad aumentare sono soprattutto i casi intentati contro i singoli medici. Un fenomeno che mette ulteriormente in crisi il rapporto medico-paziente. Ma oggi una soluzione viene offerta dall’obbligo del tentativo di conciliazione per i contenziosi civili medici sancito dal decreto legislativo n. 28/2010. La legge stabilisce infatti che a partire dal 20 marzo 2011, non sarà possibile rivolgersi direttamente alla magistratura per le controversie in materia di responsabilità medica se prima non si è cercato di arrivare a una conciliazione.

Ma quanti medici sono al corrente di questa nuova strada da percorrere? Crediamo ancora pochi e, pertanto, si ritiene utile pubblicare questa notizia anche se, è evidente che l’essere informati rappresenta solo un primo passo, dato che le possibilità di un esito favorevole dell’iter di conciliazione è legato alla capacità delle parti coinvolte di adottare modalità di ascolto attivo e di comunicazione efficace, tecniche di negoziazione e gestione del conflitto ma, in ogni caso, si ritiene utile dare l’informazione riservandosi di fare un approfondimento tecnico più avanti.

F.I.M.P. –  Federazione Italiana Medici Pediatri
IL PRESIDENTE NAZIONALE
Dott. Giuseppe Mele

 

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