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La pediculosi: "occhio al pidocchio".

PEDICULOSI: UNA STORIA INFINITA

Per certi “grattacapi”: occhio al pidocchio

 di Angelo Milazzo

Anche quest’anno le scolaresche del nostro Paese risultano abbondantemente infestate dai pidocchi. Il pediculus hominis è un insetto, delle dimensioni di 1-3 millimetri, che depone le sue uova, denominate lendini, attaccandole alla parte iniziale del fusto dei capelli, sui quali si muove facilmente, grazie ad uncini posti sulle zampe. I pregiudizi che riguardano questa infestazione sono a tutt’oggi enormemente diffusi tra tutta la popolazione.

 

–          Non è vero che chi prende i pidocchi è “brutto, sporco e cattivo”. Viceversa, è vero che vengono attaccati più facilmente i capelli lavati eccessivamente, sottili, chiari.

–          Non è vero che il pidocchio “salta” da una testa all’altra. Non può sposarsi autonomamente e sono quindi necessari contatti diretti, o uso comune di oggetti infestati. Su questi oggetti gli insetti non sopravvivono oltre le 24 ore, poiché sopravvivono nutrendosi esclusivamente di sangue umano. Sono quindi praticamente inefficaci le disinfestazioni ambientali, che riguardino aule, palestre, ecc. La riammissione a scuola può avvenire il giorno successivo l’inizio di idoneo trattamento, certificato dal pediatra.

Ho cercato quindi di rielaborare alcune pratiche “istruzioni per l’uso”, riprendendo tutta una serie di raccomandazioni che vengono sistematicamente poco osservate.

  1. Bisogna pensare alla presenza di pidocchi in concomitanza a: epidemie scolastiche, arrossamento cutaneo, soprattutto in prossimità delle orecchie e sulla nuca; prurito al cuoio capelluto, soprattutto notturno.
  2. Non è difficile ispezionare il cuoio capelluto con una buona illuminazione, con un pettine a denti fitti, meglio ancora con l’ausilio di una lente d’ingrandimento. In caso di epidemie, i bambini vanno controllati almeno due volte alla settimana, per due settimane.
  3. Nel semplice sospetto, bisogna subito applicare un prodotto specifico, per il tempo necessario e scegliendo le formulazioni adatte: gel, lozioni, mousse termosensibili, ecc.
  4. Non è vero che la pediculosi si previene o si cura con l’uso di shampoo. Infatti le formulazioni diluite o che vengono seguite da un precoce risciacquo hanno una scarsa efficacia, anzi possono indurre resistenza agli insetticidi. Qualsiasi molecola per risultare efficace deve rimanere a contatto con i capelli per un tempo sufficiente: solitamente per alcune ore o, meglio, per tutta una notte.
  5. Le categorie di principi attivi che hanno dimostrato maggiore efficacia sono: permetrina, piretrine naturali sinergizzate, malathion, dimeticone. Quest’ultimo agisce con un meccanismo di tipo fisico, “asfissiando” il pidocchio.  La terapia deve essere indicata dal pediatra, e non da altre figure, neanche dal farmacista.
  6. Il trattamento deve essere ripetuto dopo 7-10 giorni. Occorre cambiare tipologia di  prodotto, dopo tre recidive dell’infestazione.
  7. Bisogna far seguire l’uso frequente di un pettine a denti fitti, soprattutto  al fine di rimuovere le lendini. Non risulta utile il taglio dei capelli.
  8. Bisogna insegnare ai bambini a non scambiarsi indumenti, specie: copricapi, sciarpe, maglioni.
  9. Bisogna lavare ad una temperatura superiore a 60 C° indumenti, lenzuola, cuscini. Possono risultare utili i vari detergenti che contengono disinfettanti. Pettini, spazzole e fermagli debbono restare immersi per 1 ora in acqua molto calda e detersivo. E’ consigliabile inoltre lasciarli cosparsi per ore, con le stesse formulazioni usate per la terapia.
  10. Bisogna conservare per 2 settimane in sacchetti di plastica gli oggetti che non possono essere lavati in acqua o a secco, ad esempio pelouche. 

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