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Piscine a misura di bambino.

PISCINE A MISURA DI BAMBINO

di Angelo Milazzo

Le condizioni climatiche nella nostra regione hanno consentito anche in pieno Autunno di continuare la pratica dei bagni a mare. Comunque, al di fuori del periodo estivo, il contatto dei bambini con l’acqua avviene essenzialmente nelle piscine.

Tutti gli anni, subito dopo l’apertura delle scuole, un “marea” di bambini comincia a frequentare anche le piscine pubbliche. Bisogna inoltre considerare che in molte abitazioni con disponibilità di spazio vengono istallate sempre più spesso piscine private.

 

Bisogna però preservare bambini e ragazzi dai pericoli correlati all’ambiente delle piscine: traumi, infezioni, perfrigerazioni, oltre all’eventualità più tragica, rappresentata dagli annegamenti.

Le raccomandazioni potrebbero essere comprese in sette importanti categorie, che il pediatra può utilizzare per informare ed educare le famiglie alla sicurezza dei propri piccoli.

1) Per evitare gli annegamenti, i bambini debbono essere attentamente e costantemente sorvegliati, non solo quando sono in acqua, ma anche quando giocano o stazionano ai bordi delle piscine. Il personale deve essere qualificato, gli istruttori debbono avere i titoli previsti dalle normative. Non bisogna ma usare materassini o oggetti ausiliari del nuoto, nelle zone di piscina più profonde, quando il bambino non sappia ancora nuotare bene. Molto utile può risultare l’uso di cuffie diverse, a seconda delle abilità natatorie.

 2) Per prevenire le perfrigerazioni, gli spogliatoi debbono essere sempre riscaldati, con i pavimenti asciutti. La temperatura della vasca deve essere garantita da un sistema di “scambiatore termico”, tra 28 e 30 gradi, con alcuni gradi in più, per i bambini molto piccoli. Bisogna costantemente usare l’asciugacapelli.  E’ raccomandabile la copertura della vasca con telo termico multistrato, al termine delle attività.

3) Per prevenire congestioni, coliche e crampi, non bisogna mai nuotare prima di 2-3 ore da un pasto abbondante. Sarebbe preferibile evitare l’assunzione di bibite molto fredde, subito dopo il bagno.  Non bisogna mai tuffarsi sudati, anzi bisogna abituare gradatamente il corpo all’immersione, bagnando varie parti del corpo. Bisogna sospendere il bagno, in caso di insorgenza di crampi.

4) Per la prevenzione dei traumi, bisogna innanzitutto recintare le piscine private. Infatti un bambino può riportare danni gravi, in seguito a caduta in una piscina svuotata. La zona riservata ai tuffi deve avere una profondità sufficiente, in modo da evitare traumi cranici, spinali, ecc. E’ sempre utile l’utilizzo delle cuffiette, anche per evitare intrappolamento dei capelli. Le corsie debbono essere ben delimitate, da sistemi con anelli circolari o da frangionda, in modo da evitare collisioni.

5) Per prevenire altri tipi di infortuni, bisogna utilizzare le apposite scalette, munite di mancorrenti, sia  per la discesa in vasca, sia per la fuoriuscita dall’acqua, poiché i bordi delle piscine sono particolarmente scivolosi. Non bisogna fare sforzi fisici intensi prima di entrare in acqua ed evitare iperventilazioni forzate, prima del nuoto in apnea.

6) Per prevenire la diffusione di patologie contagiose, viene chiesto un certificato del pediatra di famiglia, all’inizio di ogni anno d’attività. E’ necessario che gli asciugamani siano personali, oppure del tipo usa e getta; occorre che  i contenitori di sapone siano a pulsante o a tipo dispenser; le docce debbono essere separate. Bisogna utilizzare le docce di passaggio e le vasche lavapiedi; bisogna usare la ciabattine ed asciugare bene la pelle tra le dita dei piedi, dopo la doccia. Occorre evitare di immergersi se si hanno ferite non ancora perfettamente rimarginate. 

7) Le normative impongono di ridurre il quantitativo di sostanza organica nell’acqua, in quanto terreno di coltura per tutti i possibili agenti patogeni. Tra i tanti obblighi dei gestori di piscine, bisogna controllare il rispetto delle regole più essenziali, come: prevedere una cubatura sufficiente, regolando il numero dei frequentatori; controllare il ricircolo ed il reintegro dell’acqua; assicurare il ricambio dell’aria; effettuare regolarmente il prelievo dei campioni per l’analisi dell’acqua,  individuare sistemi di disinfezione alternativi alla clorazione. Alcuni soggetti possono reagire alla clorazione abbondante con irritazione delle mucose, soprattutto degli occhi e delle vie aeree.

Indubbiamente, ogni bambino nasce con una “acquaticità “connatale”, già acquisita nell’ambiente intrauterino. Fin dalla prima infanzia, risulta assolutamente indispensabile che ogni bambino raggiunga una sufficiente capacità natatoria.

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